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Lione (F)

TOP DOWN DEMOLITION DA 54 M per Zeus Liebherr R980, ammiraglia della flotta rossa, in versione UHD e in trasferta in Francia, a Lione.
Nel tessuto urbano di Lyon Part Dieu, la francese Demcy, società di demolizioni del Gruppo Eiffage, ha demolito l’edificio Tour M+M per DCB International che presto costruirà qui un nuovo edificio all’avanguardia per prestazioni tecnologiche e ambientali. Un colosso di cemento armato, dimensioni di 35 x 35 m in pianta, 13 piani fuori terra e ben 54 m di altezza, è stato demolito da Zeus, per la prima volta col suo elegante braccio telescopico. In. cabina Andrea Cinerari.

Demolire in contesto urbano
Armofer, azienda protagonista indiscussa della grande trasformazione della città Metropolitana di Milano, come ci ricorda Andrea Cinerari, conosce benissimo le difficoltà “ambientali” e logistiche che il lavoro nei centri urbani impone. Chiusure, utilizzo di spazio pubblico, prossimità con attività insediate sensibili e molto sensibili sono diventati consuetudine nel lavoro in città. La progettazione esecutiva della demolizione, quindi anche l’intervento di Lione, tiene conto sin dal principio di tutte queste variabili e il progetto viene sin dall’inizio declinato, insieme al committente, per dare una risposta concreta a queste problematiche. Così facendo è possibile rispettare le tempistiche del cantiere e le esigenze della città. La scelta della tecnologia è ovviamente centrale in questo processo e definisce e rende possibili le scelte del committente.

La scelta della sicurezza
In questo caso, la presenza di Zeus sul cantiere, ha reso possibile l’approccio “tradizionale” (che a quest’altezza non è per nulla tradizionale!) della metodologia Top Down per la demolizione progressiva dell’edificio, evitando la soluzione mista che prevede l’abbassamento del manufatto fino alla quota accessibile agli escavatori demolition, tramite un ben più lungo e gravoso lavoro di demolizione in quota con una flotta di mini-macchine. In questi casi i tempi necessariamente si allungano; le opere provvisionali necessarie sono ingenti e la squadra operativa numerosa e infine, ma non certo ultimo, il rischio relativo alle cadute dall’alto del personale, va gestito con grande serietà e non può tuttavia essere azzerato, come avviene intervenendo esclusivamente da terra e dalla cabina di un escavatore.

L’allestimento della macchina
L’allestimento super long demolition c di Zeus, con il braccio telescopico, lo rende sicureamente unico in Europa con queste caratteristiche. In punta Zeus monta una cesoia NPK S16XCR del peso di 1,8 ton e apertura 850 mm. Il braccio telescopico è stato realizzato, come anticipavamo, da Kocurek Excavators: si articola su tre sfili e garantisce un’altezza massima al perno del bilanciere di 62 metri, con un carico in punta di 3 tonnellate. Per avere un riferimento: la versione di serie dell’R980 porta un carico di punta da 3 tonnellate a 55 metri, raggiungendo le 15 ton a 26 metri. La procedura operativa di demolizione utilizzata da Andrea Cinerari è la classica demolizione meccanica top-down, ovvero che procede dall’alto verso il basso demolendo per porzioni e campate modulari la struttura in cemento armato, avendo sempre cura di non compromettere mai la statica della struttura stessa (se non per le porzioni interessate da demolizione); non appesantire le strutture sottostanti, in particolare i solai, con le macerie e, infine ma non certo ultimo per importanza, evitare proiezioni indesiderate di materiale e anche di polvere, dal fronte di demolizione.
E questo a determinate altezze è di fondamentale importanza.


Il trasporto di Zeus
A dispetto della sua mole, -ci informa Cinerari- abbiamo cercato di dedicare risorse e pensieri, insieme a Liebherr, perché Zeus fosse anche “agile” da spostare e avere a disposizione sui cantieri in molteplici configurazioni diverse per diverse problematiche.
Intendiamoci, non è uno scherzo trasportare 200 ton di macchina con 3 bracci da demolizione, tuttavia grazie alla collaborazione fra tecnici abbiamo messo a punto delle strategie e delle tecnologie perché questa complessa operazione risultasse comunque gestibile e principalmente con le nostre forze. L’obiettivo per esempio è stato quello di contenere le macchine di servizio, evitando la gru, per le operazioni di montaggio e collaudo per il trasporto. Ne sono un esempio i 4 cilindri a corsa verticale, o jack-up che consentono di caricare il carro sui nostri mezzi di trasporto senza bisogno che intervenga la gru. Anche il contrappeso, realizzato in unica fusione sagomata da 34 ton, è dotato di movimentazione idraulica controllata dalla cabina. In parole povere, sale/scende sul carrellone di trasporto praticamente da solo, senza necessità di gru d’appoggio e soprattutto non richiede la presenza di personale nelle vicinanze. Sembrano cose di poca importanza, ma in realtà sono quelle che danno agilità, velocità, economicità e anche sicurezza durante le operazioni di trasporto e allestimento in cantiere.
Zeus, completo dei suoi 3 bracci, viaggia con 9 colli, trasporti decisamente eccezionali.

 

 

GIORNALE DI CANTIERE

trasporto (MOLTO) eccezionale

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